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L’ approccio clinico: il modello di Boder (1973).
Boder, effettuando un’analisi qualitativa delle prestazioni
deficitarie della lettura ha individuato due sottotipi di dislessia:
La dislessia diseidetica
in cui prevale
un deficit di tipo visuopercettivo; perciò il bambino incontra maggiori
difficoltà nel percepire e/o ricostruire la configurazione della parola
scritta. Tipica è la difficoltà significativamente maggiore nella
lettura dei caratteri in corsivo rispetto allo stampato maiuscolo.
La dislessia disfonetica o disfonologica in
cui prevalgono deficit linguistici e fonologici per cui il bambino ha
difficoltà prevalenti nelle operazioni metafonologiche: analisi e sintesi
delle componenti sublessicali, non riesce cioè ad individuare
correttamente i singoli fonemi di una parola o, al contrario, a ricomporre
la parola intera partendo dai singoli fonemi.
La maggioranza dei bambini dislessici presentano questo secondo tipo. |