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QUANTIFICAZIONE DEL FERRO NELL’ORGANISMO
Il fegato rappresenta il principale organo di deposito del ferro: Si calcola, infatti, che in esso venga a ritrovarsi circa il 75% del ferro di deposito; la rimanente quota è distribuita nel tessuto muscolare, nel midollo osseo e nella milza.
La quantificazione del ferro viene generalmente eseguita su un campione di biopsia epatica.
Ferritina
sierica
La ferritina rappresenta la principale proteina di deposito del ferro. In condizioni normali viene secreta in circolo mantenendo una correlazione logaritmica con i depositi di ferro. In caso di sovraccarico severo, tale correlazione non si mantiene. Vari fattori quali emolisi, infiammazione, livello plasmatico di vitamina C, epatopatia, infezioni possono influire sui livelli sierici di ferritina, limitandone l’importanza per la diagnosi e il follow up delle condizioni di accumulo.
Biopsia
epatica
La
biopsia epatica attualmente è il sistema ragionevolmente sicuro ed accurato per
la determinazione della severità dell’accumulo di ferro. Nonostante sia
considerata la tecnica di riferimento, la misurazione del ferro epatico su
campione bioptico ha mostrato una grande variabilità, particolarmente quando
eseguita su campioni di peso inferiore a
Risonanza
Magnetica (MRI)
L’MRI è considerata una tecnica promettente per la misura non invasiva del ferro epatico ma attualmente non è in grado di fornire valutazioni quantitative sufficientemente precise.
Biosuscettometria
Magnetica tramite SQUID
Si tratta di una metodica innocua che misura direttamente le proprietà magnetiche di ferritina ed emosiderina non venendo influenzata da altri fattori. Viene valutata la concentrazione del ferro su una porzione di organo, non periferica ma centrale, circa 10.000 volte più grande di quella valutabile tramite biopsia. L’alta specializzazione e i costi elevati hanno fatto sì che solo due Biomagnetometri siano stati costruiti e resi operativi negli ultimi 10 anni, a Cleveland (Stati Uniti) e ad Amburgo (Germania). Dal 1989 ad oggi, presso l’università di Amburgo, con il secondo prototipo della macchina (Bti Ferritometer®, San Diego, California), sono stati valutati più di 1400 pazienti. I risultati hanno dimostrato la semplicità, l’ampio spettro di applicazioni e la precisione del metodo. Dal 2000 è operativo il Biomagnetometro SQUID di Torino con cui sono stati valutati più di 2500 pazienti. Questo sistema rappresenta la “nuova generazione” di biosuscettometri grazie al miglioramento di alcune caratteristiche tecniche (struttura del dewar, design della bobina di magnetizzazione, dimensioni della borsa dell’acqua, avanzamento del software…) che, oltre a migliorare l’accuratezza e la precisione delle misurazioni, estendono l’applicabilità della metodica anche a bambini molto piccoli.
Le possibilità di impiego sono molteplici:
· Quantificazione accurata dell’accumulo di ferro per la regolazione della terapia chelante nei pazienti con ß talassemia in terapia convenzionale con desferrioxamina.
· Valutazione dell’efficacia a medio e lungo termine di nuovi chelanti nel ferro (es. deferiprone).
· Determinazione dell’accumulo di ferro in patologie che possono comportare emosiderosi (anemie congenite, anemie aplastiche, mielodisplasie).
· Diagnosi differenziale delle iperferritinemie nelle patologie oncologiche.
· Determinazione dell’accumulo di ferro nelle epatopatie (es. valutazione basale terapia antivirale).
· Monitoraggio dei pazienti talassemici dopo trapianto di midollo osseo.
· Diagnosi di emocromatosi ereditaria.
· Regolazione della terapia con salassi nell’emocromatosi ereditaria.
· Preparazione al trapianto di fegato e follow up post trapianto.
COSA
PREVEDE
La prima fase dell’esame consiste in un’ecografia (durata: circa 15 minuti) volta a ricercare la posizione più appropriata per eseguire la misurazione SQUID. Verrete adagiati su un materasso pneumatico e, con l’aiuto di alcuni cuscini speciali, una volta trovata la posizione idonea, verrete “bloccati” tramite l’estrazione dell’aria dallo speciale materasso che assumerà la forma del vostro corpo in una posizione il più possibile confortevole.
Il posizionamento sarà laser-guidato (sul soffitto è inserito un laser a croce che farà da guida durante l’intera fase). Nel corso dell’ecografia verrà calcolata la distanza cute-fegato e la geometria dell’organo. Verrà fotografata la posizione finale (il volto non verrà ripreso) e ciò risulterà molto utile nel caso di esami successivi.

La
seconda fase dell’esame (durata: circa 15 minuti) è rappresentata dalla
misurazione SQUID vera e propria. Il lettino su cui siete adagiati verrà
spostato e sollevato verso l’estremità della macchina su cui è applicato un
cuscino ad acqua che verrà riempito ed appoggiato sul vostro addome. Il peso
approssimativo del cuscino è di circa
La
terza ed ultima fase (durate: circa 15 minuti) prevede una nuova ecografia
dell’addome per valutare con precisione il volume del fegato. Si effettua
sempre sotto la guida del laser spostando il piano del letto di
E’possibile eseguire la misurazione anche sulla milza (se il suo volume è sufficientemente grande). In tal caso, dopo aver fatto riposare il paziente, si procederà dall’inizio.
il sito è stato pubblicato in data 14/12/2000 Ulitma modifica : Aprile 2005
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